Mina Reimagined: il jazz a 1865 metri – Sinfonia delle Madonie


Mina Reimagined: il jazz a 1865 metri – Sinfonia delle Madonie

Racconto del concerto Mina Reimagined a Piano Battaglia.

Si sale in seggiovia, e mentre si sale il rumore sparisce.

Dalle 16:15 il pubblico ha cominciato a salire verso l’Anfiteatro Massimo Accascina, un seggiolino dopo l’altro, senza fretta. Sotto, il pianoro di Piano Battaglia che si allontana; intorno, le vette delle Madonie che si aprono a perdita d’occhio. Molti sono arrivati con largo anticipo proprio per questo: perché quassù il viaggio è già parte del concerto. Non è una cornice, è il motivo per cui l’Associazione Pro Piano Battaglia e Madonie ha scelto il Monte Mufara — un anfiteatro a 1865 metri, dove il palco ha per fondale un panorama che nessuna scenografia potrebbe eguagliare.

Prima di iniziare, la Presidente Alessandra Caruso ha dato il benvenuto e ringraziato chi ha reso possibile l’appuntamento. Un passaggio breve, che però dice bene il senso della rassegna: La Sinfonia delle Madonie nasce come progetto per la comunità, e la comunità — soci, famiglie, curiosi arrivati da tutta la provincia — c’era anche stavolta. Centoventi persone, come al primo appuntamento di luglio.

Alle 17:15 le prime note. Antonella Schiró ha intonato i brani più celebri del repertorio di Mina con una voce calda e sicura, capace di reggere il confronto con un immaginario che tutti abbiamo nelle orecchie e di restituirlo trasformato.

Attorno a lei un ensemble di caratura assoluta: Aldo Oliveri alla tromba, Fabio Lannino al contrabbasso, Roberto Macrì al pianoforte, Giuseppe Urso alla batteria. Quattro musicisti che si sono cercati e trovati con la naturalezza che si costruisce solo con anni di mestiere, e che hanno riletto quei classici attraverso il linguaggio del jazz e dello swing: dalle ballad più intime ai ritmi latin, senza mai tradire l’anima melodica delle canzoni originali. Ad accompagnare l’ascolto, i vini della Tenuta La Favola, che anche stavolta hanno portato in quota il gusto del territorio.

Per un’ora e un quarto, sul Monte Mufara, si è ascoltato in silenzio.

Il concerto si è chiuso alle 18:30 — e non è un dettaglio. È l’ora in cui la luce scende di lato sulle vette e le montagne cambiano colore di minuto in minuto: oro, rame, poi quel viola che dura pochissimo. Le ultime note sono arrivate esattamente lì dentro. Chi c’era sa che è stato uno di quei momenti che non si programmano.

Un ringraziamento sentito al Comune di Petralia Sottana, che ha concesso il patrocinio oneroso.

E grazie soprattutto a voi, che siete saliti fin quassù. Il secondo appuntamento de La Sinfonia delle Madonie è andato esattamente come lo avevamo immaginato — anzi, un po’ meglio.

Ci vediamo alla prossima.

Vivi la musica. Respira le Madonie. 🏔🎶

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