Il racconto del concerto “La Sinfonia delle Madonie”


Il racconto del concerto “La Sinfonia delle Madonie”

Cari Soci,

ce l’abbiamo fatta. E vogliamo raccontarvi come è andata.

Mentre in città il termometro superava i 40 gradi, a Piano Battaglia c’era l’ombra.

È forse questa la prima cosa da raccontare del 19 luglio scorso: quando le persone hanno cominciato ad arrivare all’anfiteatro naturale del Rifugio Piero Merlino, poco dopo le 17:00, la sensazione condivisa era di sollievo. L’aria fresca tra i faggi, il profumo del bosco, quel silenzio d’alta quota che a fine luglio in Sicilia sembra quasi un miracolo. Il gruppo era ancora impegnato nelle ultime prove acustiche, e il pubblico si sistemava piano tra gli alberi, senza fretta.

Non è una cornice: è il motivo per cui abbiamo scelto questo luogo. L’anfiteatro del Rifugio Merlino, incastonato nel boschetto dell’ex Ostello della Gioventù del CAS, è uno spazio raccolto, quasi segreto, che chi frequenta le Madonie conosce e ama. E la musica, lì dentro, suona diversa.

Dietro quelle due ore di musica ci sono mesi di lavoro dell’Associazione: la scrittura del progetto, le istanze per i patrocini, i rapporti con gli enti, la logistica per ospitare sette artisti, l’allestimento dell’anfiteatro, l’accoglienza. Tutto portato avanti con le risorse interne, dai soci e dal Consiglio Direttivo, con la stessa cura che mettiamo da anni nelle escursioni, nelle iniziative di pulizia del territorio, nella Big Bench.

Non lo diciamo per vantarci, ma perché è esattamente questo il senso dell’Associazione: fare in modo che cose belle accadano quassù. E il 19 luglio è accaduta una cosa bella.

Prima dell’inizio, l’attesa è stata addolcita da un rinfresco che ha portato in quota il meglio del territorio: i salumi e i formaggi di Giacinto Il Pastore e i vini della Tenuta La Favola. Un modo per raccontare le Madonie anche a tavola, e per far conoscere tra loro persone arrivate da luoghi diversi con lo stesso desiderio.

Alle 17:45 la nostra Presidente Alessandra Caruso ha preso la parola per ringraziare tutti i partner che hanno reso possibile il progetto. Ma il primo pensiero è andato altrove: al 19 luglio 1992, alla strage di via D’Amelio, a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. Fare musica in quella data, in un luogo come questo, ha assunto un significato che nessuno di noi ha dimenticato per tutta la serata.

Alle 18:00 sono iniziate le prime note di Music for Voice Winds and Strings, e per un’ora e un quarto circa 120 personesono rimaste immobili ad ascoltare. Con loro, e vale la pena dirlo, decine di animali d’affezione: cani sdraiati tra le gambe dei padroni, in un silenzio che ha stupito tutti.

La voce di Ava Alami è stata il cuore emotivo della serata. Il suo canto — che si muove tra italiano, siciliano e persiano — ha una qualità rara: sembra arrivare da molto lontano e insieme parlare direttamente a chi ascolta. Nei brani più intensi si sentiva il bosco trattenere il respiro.

Attorno a lei, un ensemble di caratura assoluta: Gabriele Mirabassi al clarinetto, Marco Taraddei al fagotto, Marilena Sangiorgi al flauto, Alma Napolitano al violino, Gianluca Pirisi al violoncello, Gabriele Evangelista al contrabbasso. Sette strumenti che si sono cercati e trovati con una naturalezza che si costruisce solo con anni di mestiere.

E al centro Alessandro Presti, autore della maggior parte dei brani, alla tromba e alla voce, con una direzione magistrale e discreta. Il progetto — nato da una lunga ricerca sui canti della Sicilia rurale e prodotto durante una residenza artistica di Insulae Lab, il centro fondato con la direzione artistica di Paolo Fresu — ha trovato quassù la sua casa naturale.

Alle 19:15, standing ovation. E un bis concesso di cuore.

Poi, come sempre accade quassù, nessuno aveva voglia di andare via. Ci siamo spostati tutti al Ristoro dello Scoiattolo, per un aperitivo super rinforzato nel pianoro di Piano Battaglia, alle pendici della Mufara. Si è parlato di musica, di montagna, di quello che si potrebbe fare l’anno prossimo.

Grazie

Questo primo appuntamento non sarebbe esistito senza il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’Ente Parco delle Madonie, e senza la collaborazione di Insulae Lab.

E non sarebbe esistito senza di voi, cari Soci: senza chi ha lavorato all’organizzazione, chi ha accolto gli ospiti, chi ha semplicemente scelto di salire fin quassù e portare qualcuno con sé. «La Sinfonia delle Madonie» nasce come progetto per la comunità, e il 19 luglio la comunità c’era.

Questo era solo il primo concerto. Ora si comincia a pensare al prossimo.

Vivi la musica. Respira le Madonie.

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